giovedì 09 settembre 2010
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Sommergibili della Regia Marina

Regio Sommergibile Classe Balilla (Toti Sciesa Millelire)
Scritto da Scorpio   

Sommergibile Classe BalillaFurono i primi battelli ad esser costruiti nel periodo compreso tra le due guerre mondiali. In fase di progettazione la Regia Marina chiese unità da grande crociera con un tonnellaggio previsto senza precedenti: di ben 1500 tonnellate. Pertanto questi sommergibili furono dotati, di elevata velocità, forte autonomia e buona abitabilità. Dal punto di vista bellico erano inoltre armati in modo adeguato: ben sei tubi lanciasiluri da 533mm nella configurazione di 4 prodieri e due poppieri; cannone da 120mm, inizialmente fu installato il calibro record per l'epoca di 120/27 scudato (presedentemente i cannoni installati erano solamente da 76/30) collocato in posizione ravvicinata con la falsatorre, nel 1934 fu sostituito dal 120/45 e fu spostato più a prua. L'aumentato spazio permise di stoccare maggiori riserve di siluri e munizioni.

Fu il primo progetto ad inglobare motori termici diesel da ben 2400 cavalli ciascuno che garantivano una velocità massima di superficie di ben 17 nodi.

Unità a doppio scafo totale resistente fino a centro metri di profondità avevano lo scafo interno costituito nella parte centrale da un fuso a forma cilindrica terminante alle estremità a tronco di cono all'interno del quale erano posizionate sia il lubrificante che le varie casse (assetto emersione rapida) Lo scafo esterno invece era costituito da una struttura leggera.

Rapportata al periodo in cui furono prodotte, si trattò di unità dotate di ottime qualità nautiche nonché di eccellente manovrabilità, sebbene non furono esenti da difetti che colpirono i vari impianti installati a bordo nonché l'apparato di propulsione, ma del resto queste unità dovevano considerarsi a ragione dei prototipi operativi pertanto la difettosità andrebbe considerata fisiologica, questi sommergibili aprirono la strada alla costruzione su grande scala del sommergibile atlantico.

Trattandosi di un progetto mai tentato prima, l'unico cantiere che aveva le attrezzature adatte all'impresa era quello di Muggiano a cui fu affidata la commessa nel 1925 per la costruzione di quattro unità ovvero:

Balilla

Domenico Millelire

Enrico Toti

Antonio Sciesa

I quali furono consegnati tra il 1928 ed il 1929.

Invero fu costruito anche un quinto sommergbile, l'Humayà per la marina Brasiliana che rimase in servizio in quella marina fino agli anni cinquanta.


Balilla:

Impostato il 12 gennaio del 1925 fu varato due anni dopo e consegnato all'equinozio di 'autunno del 1928.

Nel periodo prebellico fu utilizzato come unità addestrativa e compì importanti missioni in Atlantico. Queste avevano un duplice scopo: propagandare il regime fascista e la Potenza navale italiana dimostrando soprattutto agli inglesi che anche l'Italia era in grado di costruire unità in grado di navigare per tutto il globo e dall'altro di addestrare gli uomini alla navigazione oceanica ed alle lunghe missioni, condizioni impossibili da ricreare nel Mediterraneo.

Nel 1930 insieme allo Sciesa compì una prima traversata atlantica verso Anversa.

Nel marzo del 1933 questa volta in tandem con il Millelire fece da appoggio alla famosissima impresa di Italo Balbo consistente nella trasvolata Atlantica al comando di uno stormo di 25 Savoia Marchetti s55 motorizzati con due motori Isotta Fraschini da 930 HP, con tappa finale a New York. La solenne impresa iniziò nel giorno del decimo anniversario della marcia su Roma.

La necessità di disporre di unità di superficie per questa importante missione si rese necessaria per via di garantire ai velivoli una adeguata assistenza metereologica nonché soccorso ed assistenza in caso di incidenti. Inoltre per agevolare l'orientamento avrebbero operato da radiofari e da stazioni radiogoniometriche.

Crociera Atlantica

Furono avanzate diverse proposte sulle unità maggiormente in grado di sostenere tali compiti e la scelta cadde su due batteli di questa classe per il seguente ordine di motivi:

da un lato la presenza di ghiacci nelle rotte più settentrionali dell'Atlantico del Nord (si pensi che una tappa fu fatta in Islanda) rendevano poco adatti gli incrociatori mentre le unità più piccole non avrebbero garantito la necessaria autonomia;

Dall'altra questa nuove unità erano state progettate proprio per questo tipo di impiego e l'occasione avrebbe permesso di testarne le bontà nautiche e gli eventuali difetti, non ci deve pertanto stupire il fatto che durante la navigazione furono fatte svariate esercitazioni con tutte le armi di bordo, oltre a provare tutte le manovre in pieno oceano.

La trasvolata ebbe un successo ed una risonanza a livello mondiale e i sommergibili diedero ottima prova.

Fu adoperato nella guerra di Spagna nonché durante la seconda guerra mondiale, ma per quest'ultima data l'oramai scarsa efficienza bellica non fu impiegato in azioni in prima linea.

Nell'aprile del 1941 fu disarmato e date le grandi dimensioni fu adibito a deposito combustibile con la sigla GR 247. Rimase in servizio fino al 1946 anno in cui fu radiato.

Bandiera di Guerra


Millelire:

Questo battello fu impostato il 19 gennaio del 1925 e consegnato il 21 ottobre del 1928. Durante il periodo prebellico fu utilizzato come unità di addestramento.

Prese parte alla trasvolata Atlantica di Balbo come unità di appoggio (rimandiamo alle considerazione espresse per il R. Smg. Balilla). Partecipò alla guerra di Spagna e durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato in missioni offensive fino al 1941 anno in cui fu disarmato e trasformato in deposito combustibile con la sigla GR 248. Fu radiato nel 1946.


Toti:

Impostato il 26 gennaio del 1925 fu varato il 20 settembre 1928. Utilizzato in periodo prebellico come unità di addestramento nell'anno 1933, nel mentre che il Balilla ed il Millelire stavano sulla rotta di rientro dalla Trasvolata Atlantica, salpò da La Spezia il 14 settembre insieme allo Sciesa diretti verso il canale di Suez per effettuare una lunghissima crociera con lo scopo di effettuare il periplo dell'Africa missione che terminò il 25 febbraio 1934 dopo aver toccato oltre venti porti: Port Said, Massaua, Aden, Mogadiscio, Chisimaio, Mombasa, Zanzibar, Dar es Salaam, Diego Suarez, Lourenco Marques, Durban, Capetown, Walvis Bay, Lobito, Sao Tomè, Takoradi, Dakar, porto Praia, Las Palmas, Gibilterra e Barcellona.

Partirono in assetto di guerra, ovvero con personale al completo e tutte le armi imbarcate ed operative, in modo da poterli addestrare il personale per tutto il periodo di crociera. Le due unita non furono adattate ai climi caldi ed umidi equatoriali, le uniche accortezze furono l'installazione di una cella frigorifera e la dotazione di due teli che dovevano servire a fare ombra allo scafo, quando il battello era in superficie onde evitare che l'acciaio si arroventasse al sole facendo raggiungere temperature proibitive per l'equipaggio.

Vogliamo qui ricordare solo gli episodi più significativi:

Dopo lunga navigazione, si arrivò a Massaua con gli equipaggi spossati dal clado e dalla fatica, pertanto furono fatti sbarcare e portati in escursione ad Asmara al fine di fare riposare gli equipaggi e soprattutto rinfrescarli.

Nel doppiaggio dell'Africa il mare, contrariamente alle previsioni fu molto agitato, mettendo a dura prova gli scafi e i marinai, come se non bastasse si guastò la bussola giroscopica (che fu riparata solo due mesi dopo con l'invio di una squadra di tecnici dall'Italia)) il che creò non pochi problemi di navigazione in quanto le bussole magnetiche risentivano delle deviazioni del campo terrestre per via della vicinanza al polo inoltre si navigò per lunghi tratti avvolti da fitta nebbia, il che si tradusse in pratica in un lavoro supplementare per le vedette di bordo.

A largo di Mogadiscio il Toti effettuò un'immersione dimostrativa con a bordo una ventina di importanti personalità indigene.

A Città del capo a meno di un chilometro dall'ingresso al porto le due unità si produssero in una spettacolare emersione rapida. Per la città fu un evento grandioso, per la prima volta potevano ammirare un vero sommergibile, unica nota stonata di quel memorabile giorno fu un incidente che per poco non si tramutò in tragedia: un pilota di aereo per poter mirare meglio i due battelli si abbassò così tanto da urtare contro l'albero di una nave precipitando a pochi metri dallo Sciesa.

Furono organizzate ben 3 settimana tra cerimonie e festeggiamenti.

Giunti in Atlantico l'oceano non risparmiò i due sommergibili che furono in sballotati tra le onde e le correnti.

Al rientro in Italia le due unità avevano percorso un totale di oltre 16000 miglia nautiche ciascuno.

La missione fu un successo sia dal punto di vista politico propagandistico che addestrativo.

Il Toti fu impiegato sia nella guerra di Spagna che durante la seconda guerra mondiale.

Per quest'ultima vogliamo raccontare l'episodio più famoso:

Era il 15 ottobre ed il C.te Bandino Bandini per problemi ai motori elettrici stava rientrando alla base di Brindisi in quanto impossibilitato a compiere la missione di prendere parte allo sbarramento alle forze navali inglesi. Navigava pertanto in superficie quando a cinquanta miglia da Capocolonna in Calabria una vedetta avvistò la sagoma di un sommergibile, erano le ore 1.10.

Il battello era l'HMS Triad il quale cominciò a puntare la prua verso l'Enrico Toti ed il suo Comandante intuì immediatamente che se la sua unità fosse rimasta con quella rotta sarebbe stata facile tiro di eventuali siluri nemici.

HMS Triad

Tutta la barra a dritta! Pari avanti tutta! Fu ordinato istintivamente.

Le eliche cominciarono a mordere il mare mentre il grosso sommergibile iniziò ad accostare posizionando la prua verso la prua del sommergibile oramai riconosciuto come britannico al fine di offrire il minore bersaglio. La manovra fu provvidenziale in quanto mentre stava per concludere la virata la bianca scia di un siluro sfilò di poco a dritta del battello.

Il Comandante inglese Salt visto il lancio a vuoto ingaggiò il Toti a cannonate senza però danneggiarlo seriamente, mentre su quest'ultimo febbrili erano le manovre intorno al pezzo da 120mm al fine di armarlo, pertanto entrarono in funzione dapprima le mitragliere da 13,2mm.

Nel frattempo i serventi caricarono il cannone, lo brandeggiarono e puntarono sul nemico, ma al momento di fare fuoco il colpo non partì.

Il tempo sembrò fermarsi mentre uno dei serventi, un marinaio elettricista addetto anche all'artiglieria, Nicola Stagi preso da collera per quel maledetto cannone che non ne voleva sapere di sparare emulò il gesto del Bersagliere Enrico Toti a cui era intitolata l'unità si levò una scarpa e la lanciò contro gli inglesi.

Quest'ultimo vista la reazione italiana sia con le mitragliere che con mezzi decisamente meno convenzionali, aumentò la velocità sopravanzando l'italiano ed iniziò l'immersione. Sembrava tutto perduto quando proprio in quel momento il cannone sparò il suo primo colpo... Centro! I serventi, che nel mentre vedevano il Triad scappare, caricarono velocemente l'arma e partì il secondo colpo da 120mm che colpì il centro della nave nemica, nel mentre Bandini nel timore che la preda potesse scappare lanciò un siluro.

Copertina dell'Illustrazione del Popolo del 27 ottobre 1940

Ci fu una violenta esplosione ed il sommergibile inglese tentò di invertire l'immersione, ma l'unico risultato fu che la prua salì a candela per poi sprofondare per sempre negli abissi, non ci furono superstiti.

 

Per molto tempo si credette che fosse l'HMS Rainbow, solo grazie a recenti studi si è potuti risalire al vero nome del battello.

Il battello nel periodo compreso da marzo 1941 fino a giugno del 1942 fu utilizzato come unità di addestramento, dopodichè a causa della gravissima situazione delle truppe italo-germaniche in africa settentrionale, e della mattanza di navi da trasporto dell'Asse, fu trasformato in sommergibile da trasporto dove effettuò 4 missioni, successivamente fu disarmato e trasformato in pontone da carico. Il 18 ottobre 1946 fu demolito.


Sciesa:

Impostato il 20 ottobre 1925 fu consegnato il 12 aprile del 1929.

Nel 1930 effettuò una crociera Atlantica insieme al Balilla mentre nel 1933 effettuò il Periplo dell'Africa insieme al Toti.

Fu impiegato come tutte le altre unità della stesa classe sia nella guerra di Spagna che durante la seconda guerra mondiale dove effettuò una decina di missioni senza mai entrare in contatto con il nemico. Nel 1942 fu trasformato in sommergibile da trasporto con rotta in Africa settentrionale e durante la sesta missione mentre si trovava nella rada di Tobruk fu colpito dall'aviazione nemica e gravemente danneggiato, nell'azione perirono 23 membri dell'equipaggio. Per evitarne l'affondamento fu mandato su una secca, ma quando la piazzaforte era sul punto di cadere impossibilitato ad essere riparato ed a riprendere il mare, per evitare che cadesse in mano nemica l'equipaggio distrusse il proprio battello con cariche esplosive.

 Profilo del battello all'entrata della seconda guerra mondiale

Scheda Tecnica

Dimensioni:

  • Lunghezza 86,75 metri
  • Larghezza 7,8 metri

Immersione:

  • 4,11 metri

Dislocamento:

  • Superficie 1.464 tonnellate
  • Immersione 1.927 tonnellate

Velocità massima

  • 17 nodi in superficie
  • 9 nodi in immersione

Autonomia:

  • 7.050 miglia nautiche alla velocità di 8,5 nodi in superficie
  • 110 miglia nautiche alla velocità di 3 nodi in immersione

Apparato motore su due assi:

  • Due motori Diesel da 2.400 cavalli ciascuno
  • 2 motori elettrici da 1.100 cavalli ciascuno
  • un gruppo elettrogena da 500 cavalli

Armamento:

  • quattro lanciasiluri prodieri da 533 mm
  • due lanciasiluri poppieri da 533 mm
  • 12 siluri imbarcati da 533 mm
  • 4 mine
  • 1 cannone da 120/27 sostituito nel 1934 con il modella 120/45
  • 2 mitragliere da 13,2mm

Quota massima operativa:

  • 100 metri

Equipaggio:

  • 7 ufficiali
  • 63 tra sottufficiali e comuni
 
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