sabato 04 febbraio 2012
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Sommergibili della Regia Marina

Regio Sommergibile Classe Brin
Scritto da Aaken   

Regio Sommergibile BrinIn base alle esperienze oceaniche con i battelli della classe Archimede, la Regia Marina Italiana elaboro' le specifiche per un nuovo tipo di sommergibili derivato dai precedenti. Come i precedenti classe Archimede, i Brin vennero impostati come battelli a doppio scafo parziale tipo Cavallini.

Si era verificato che in condizioni di mare grosso il cannone, normalmente installato sul ponte dei battelli, a prua o a poppa della falsa torre, era scarsamente impiegabile. Si penso' dunque di installare il pezzo nella parte poppiera della torretta su una piattaforma girevole. Successive esperienze sui primi battelli di questa classe non diedero ragione a questa decisione: il cannone, installato in posizione sopraelevata era scomodo e, soprattutto, provocava difetti di stabilità trasversale. La tenuta del mare, specie in condizioni di mare lungo con onde provenienti dai settori di poppa, era compromessa. Durante la guerra, con la sostituzione delle false torri con torri di tipo “tedesco” (per renderle meno visibili) il cannone venne installato a prora della torretta.

Originariamente la classe Brin doveva comprendere solo tre unità, il Brin, il Galvani ed il Gugliemotti ma, quando i battelli erano già in fase di costruzione avanzata, vennero ordinati altri due battelli, destinati a sostituire i due battelli della classe Archimede, l'Archimede ed il Torricelli, che erano stati ceduti alla Marina spagnola. I due nuovi battelli vennero chiamati come le unità che andavano a sostituire.

 

Regio Sommergibile Brin - Particolare del Cannone

Lo scafo resistente era costruito con lamiere di acciaio al nichel con limite di elasticità di 42kg/mm2 ed avevano uno spessore massimo di 17mm alla sezione maestra, riducentesi a 11mm alle estremità. Le lamiere erano unite mediante chiodatura a contropezze interne ed esterne mentre i rinforzi anticollasso erano costituiti da angolari con interasse di 500mm al centro e 550mm alle estremità.

Lo scafo resistente era diviso in cinque locali stagni per mezzo di paratie. Partendo da prua, i locali erano:

  • camera di lancio di prua;
  • locale batteria+alloggi;
  • camera di manovra;
  • locale motori termici;
  • camera di lancio di poppa+motori elettrici.

Lo scafo esterno, non resistente alla pressione, era limitato alla parte centrale del battello ed era costituito da quattro doppi fondi per l'acqua di zavorra e due casse nafta. A prua e a poppa erano sistemate le zone a libera circolazione e le casse zavorra di prua e poppa.

Profilo del Regio Sommergibile Benedetto Brin

L'impianto di propulsione era costituito da due motori diesel Tosi E6 a due tempi, semplice effetto a 6 cilindri, con una potenza massima continuativa di 1700 cavalli a 345 giri al minuto ciascuno. I motori elettrici per la propulsione subacquea erano costruiti dalla Ansaldo ed erogavano una potenza massima di 650 cavalli ciascuno. I motori diesel erano accoppiati ai motori elettrici e agli alberi portaelica per mezzo di giunti meccanici manovrabili a mano.

La batteria era costituita da due sottobatterie di 66 elementi a piastre piane ciascuna. Il peso di ciascun elemento era di 750 kg scarico. La batteria aveva una capacità complessiva di 4650 Ah al regime di scarica di un'ora o 9700 Ah al regime di scarica di venti ore.

Le due eliche avevano 4 pale ellittiche ed avevano un diametri di 2 metri e 4 centimetri.

L'impiantistica operativa era costituita da 2 periscopi della ditta San Giorgio, uno d'attacco ed uno da esplorazione. L'impianto radio aveva una potenza di 1,5 kW e l'antenna era costituita dalla draglia di protezione per gli sbarramenti di reti.

L'idrofono aveva un trasmettitore a 3000 Hz sistemato a prua nella zona a libera circolazione mentre la ricezione era affidata a 16 idrofoni, anch'essi installati a prua, su una base circolare.

Facente parte della dotazione erano anche uno scandaglio a ultrasuoni ed un radiogoniometro.

Delle cinque unità costruite, solo il Brin sopravvisse alla guerra, avendo partecipato a 17 missioni operative nei tre anni di conflitto.

Il Galvani (II) venne affondato dalle bombe di profondità della corvetta britannica Falmouth e del cacciatorpediniere Kimberly nel Mar Rosso nelle prime ore del 24 giugno del 1940.

Il Gugliemotti (II) venne silurato dal sommergibile inglese Unbeaten a circa 15 miglia sud di Capo Spartivento Calabro, alle 6 del mattino del 17 marzo 1942.

L'Archimede (II) venne affondato in seguito ad un attacco aereo a largo dell'isola Fernando de Noronha il 15 aprile del 1943. Dopo ventisette giorni dal naufragio, pescatori brasiliani recuperarono l'unico supersite dell'Archimede, il sottocapo Lo Cocco, in fin di vita.

Il Torricelli (III) si autoaffondo' poco dopo le 6 del mattino del 23 giugno 1940, dopo essere stato mortalmente danneggiato durante un'impari scontro in superficie contro due cannoniere e tre cacciatorpediniere britannici a nord dello stretto di Perim. Nel corso dell'eroica azione in superficie il Torricelli danneggio' la cannoniera Shoreham ed affondo' il cacciatorpediniere Khartoum.

Il comandante, il Capitano di Corvetta Salvatore Pelosi, venne insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare.


Caratteristiche:

  • Dislocamento 1016T in emersione/1265T in immersione (Brin, Galvani, Guglielmotti)
  • 1110T in emersione/1402T in immersione (Archimede, Torricelli)
  • Lunghezza fuori tutto 72,47m (Brin, Galvani, Guglielmotti)
  • 76,22m (Archimede, Torricelli)
  • Larghezza massima 6,8m (Brin, Galvani, Gugliemotti)
  • 6,72m (Archimede, Torricelli)
  • Immersione media 4,2m (Brin, Galvani, Gugliemotti)
  • 4,3m (Archimede, Torricelli)


Propulsione

  • 2 motori diesel Tosi E6 da 3400 cavalli complessivi
  • 2 motori elettrici Ansaldo da 1300 cavalli complessivi
  • 1 batteria di accumulatori al piombo da 132 elementi
  • Velocità massima 17,4nodi in emersione/8,6 nodi in immersione
  • Autonomia 2860 miglia a 17 nodi in emersione (Brin, Galvani, Gugliemotti)
  • 2840 miglia a 17 nodi in emersione (Archimede, Torricelli)
  • 9750 miglia a 8 nodi in emersione (Brin, Galvani, Gugliemotti)
  • 11500 miglia a 8 nodi in emersione (Archimede, Torricelli)
  • 9 miglia a 8,5 nodi in immersione (Brin, Galvani, Gugliemotti)
  • 10 miglia a 8,5 nodi in immersione (Archimede, Torricelli)
  • 90 miglia a 4 nodi in immersione (Brin, Galvani, Gugliemotti)
  • 120 miglia a 4 nodi in immersione (Archimede, Torricelli)

Armamento

  • 4 tubi lanciasiluri da 533mm prodieri
  • 4 tubi lanciasiluri da 533mm poppieri
  • 1 cannone da 100/43
  • 2 mitragliere binate da 13,2mm
  • 6 siluri da 533 a prua
  • 6 siluri da 533 a poppa
  • 230 proiettili per il pezzo da 100mm
  • 6000 proiettili per le mitragliere contraeree

Equipaggio:

  •  7 ufficiali
  •  47 tra sottufficiali e marinai

Profondità di collaudo:

  •  100m

Coefficiente di sicurezza alla profonditàdi collaudo:

  •  3
 
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