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Pagina 1 di 2 Questa Classe fu la prima progettata da Laurenti e furono costruiti nei Regi Arsenali di Venezia.
Il capoclasse Glauco fu impostato nel 1903 ma già si distingueva molto dal Delfino. L'apparato motore continuava ad essere a benzina, anche se in effetti questi motori erano pericolosi a causa dell'elevata infiammabilità della benzina stessa. Una caratteristica particolare di questi battelli era il fatto che i motori Fiat non erano reversibili, pertanto per poter adottare un sistema per fare procedere indietro il sommergibile fu utilizzato un sistema di eliche con pale irreversibili. Innovazione rispetto al precursore dei sommergibili italici era certamente l'adozione della trasmissione su due assi di eliche sia per i motori termici che per quelli elettrici.
La sezione armamento prevedeva invece una coppia di tubi lanciasiluri di dimensione maggiore 450mm, rispetto ai 370mm del Delfino. Anche sotto il profilo della velocità e dell'autonomia erano migliorate, ed in effetti basti pensare che il Delfino aveva un solo motore a benzina da soli 65 cavalli, mentre i Glauco avevano una coppia di propulsori da 300 cavalli ciascuno. Furono costruite cinque unità di questa classe, ma nonostante i passi avanti rispetto al precedente sottomarino la loro affidabilità fu molto limitata, va comunque fatto notare che rappresentarono la base per formare gli equipaggi di sommergibilisti italiani. I sommergibili erano : Glauco Squalo Narvalo Otaria Tricheco
Il Glauco varato nel 1905 fu utilizzato come unità addestrativa fino allo scoppio della Grande Guerra,in tale periodo fece una sessantina di missioni di pattugliamento difensivo tra Brindisi e Taranto fino al 1921 quando fu demolito. Lo Squalo varato nel 1904 dopo la fase addestrativa rimase a Venezia duranta la Prima Guerra Mondiale e rimase nell'alto Adriatico per tutto il tempo. Fu demolito nel 1918 Il Narvalo varato nel 1906 seguì allo scoppio della guerra la rotta del Glauco e si stabilì a Brindisi successivamente a Porto Corsini, fu disarmato nel 1918. L'Otaria varato nel 1908 fu il destinato allo scoppio della guerra sulla linea dell'alto Adriatico ma un anno dopo fu trasferito a Taranto per poi ritornare nel '17 nuovamente a Venezia e sul finire del conflitto fu collocato a difesa di Porto Corsini. Nel corso del suo percorrere l'Adriatico non ottenne affondamenti e fu messo in disarmo nel 1918. Il Tricheco varato nel 1909 effettuò nel corso della guerra 37 missioni di agguato nell'alto adriatico e prevalentemente a Venezia e Porto Corsini e fu disarmato nel 1918.
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