giovedì 09 settembre 2010
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Sommergibili della Regia Marina

Regio Sommergibile Classe Pullino
Scritto da Scorpio   
Indice articolo
Regio Sommergibile Classe Pullino
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R. Smg. Classe PullinoQuesta classe di sommergibili fu la prima degli ottimi progetti dal Capitano del Genio Navale Cavallini, ed fu così chiamata in onore del primo progettista di sommergibili italiani Giacinto Pullini che ideò il Delfino.

Si trattava di battelli a doppio scafo totale i quali per parecchie caratteristiche erano all'avanguardia rispetto alle unità di altra classe. Si pensi che per la prima volta i tubi lanciasiluri erano stati portati a sei tubi, contro i quattro delle altre classi. Anche in prestazioni subacquee era all'avanguardia, si pensi che in immersione non solo raggiungeva la velocità massima di 10 nodi, ma poteva mantenere tale velocità per circa due ore a mezza. Tali prestazioni saranno superato solo con i sommergibili della classe Toti del 1960.

Il R. Smg. Pullino impostato il 1912 fu varato nel 1913 ed in tempo di pace effettuò attività di addestramento al comando del Tenente di Vascello Bovini e fu assegnato alla 3a Squadriglia di istanza a Taranto.
Allo scoppio della Grande Guerra passò alla seconda squadriglia con base a Venezia con missioni di pattugliamento  nell'alto adriatico sotto il comando del TV De Donato.
Successivamente il comando passò al TV Ubaldo degli Uberti. Il 4 luglio del 1916 si svolse un'azione degna di nota.
Il battello era nelle vicinanze delle acque di Fiume quando incrociò la rotta con due mercantili austriaci: il San Marco ed il Nasazza. Il primo è di poppa, mentre il secondo offer una soluzione di tiro favorevole. Il comandante decide di lanciare su entrambi i bersagli. Il tiro è preciso, ma la sorte è avversa.
Il siluro destinato al San Marco, nonostante la sagoma ristretta della nave colpisce in pieno la poppa distruggendo l'elica, ma la carica non esplode.
Il siluro destinato all'altra nave invece passa al di sotto dello stesso in quanto si trattava di nave con basso pescaggio.

T.V. Nazario SauroCiò per cui però tale battello risulta essere famoso è per quanto avvenne nella sua 32a missione, il compito assegnatogli era quello di portarsi nelle acque di Fiume per colpire le navi alla fonda o in alternativa attaccare le strutture portuali. Le acque sono difficili soprattutto per chi non le conosce, ed è per questo che la Regia Marina imbarca sui propri battelli persone con esperienza. A bordo del Pullino vi è Nazario Sauro irredentista con ampia esperienza marinaresca che fuggito in italia si era arruolato nella Regia Marina per combattere il tanto odiato impero austroungarico. Nonostante le conoscenze dei mari in quella zona la notte gli fu fatale ed il battello andò ad incagliarsi presso l'isolotto della Galiola presso Quarnaro. Ogni tentativo di disincagliarsi fu vano, e le possibbilità di salvare il battello si affievolivano con l'avvicinarsi dell'alba e del calo della marea.
Quando fu chiaro che l'unità non si sarebbe potuta salvare fu ordinata l'abbandono della nave, ovviamente dopo aver aperto le valvole di allagamento, affondato la bandiera di guerra al fine di non farla cadere in mano nemica e distrutti i documenti. Si tentò di fare fuggire l'eqiuipaggio con barca a vela. Il T.V. Sauro sapeva bene che se fosse caduto in mano austriaco sarebbe stato passibile di morte, pertanto con l'equipaggio si concordò di dire che lui fosse il T.V. Nicolò Sambo.
Inoltre Sauro decise di staccarsi dal resto dell'equipaggio fuggendo su una barca a remi sperando che la fuga solitaria gli potesse permettere una migliore sorte, ma gli austriaci intercettarono sia la barca a vela che quella a remi.
Furono momenti drammatici in cui si tentò di nascondere l'identita di Sauro, ma questi fu riconosciuto da alcuni concittadini e processato a Pola. Condannato fu impiccato
 il 10/08/1916.

Il comando della Regia Marina informato dell'incagliamento del Pullino, informati da piccioni viaggiatori che erano in dotazione ai battelli dell'epoca, sebbene i sistemio radio già esistessero inviò il R. Smg. Salpa col compito di affondarlo per i dettagli si veda la Classe Medua.
Fallito il tentativo, gli austriaci tentarono di rimorchiare l'unità, ma a causa dell'apertura delle valvole di allagamento l'unità si inabbissò prima di essere poratta in porto all'altezza di Capo promontore. Nel 1929 il relitto fu recuperato e demolito da una ditta privata nel 1931.


Il R. Smg. Ferraris, fu impostato lo stesso giorno del gemello, ma fu varato solamente l'anno successivo. In periodo prebellico svolse l'addestramento nell'Alto Tirreno mentre fu collocato durante la guerra a Brindisi per operare in un primo tempo nel basso tirreno, per poi essere trasferito a Venezia sotto il comando del TV Montella. Come il pari classe il 27 novembre 1917 si incaglio alla foce del Po di Gnocca, e solo dopo oltre cinquanta giorni di tentativi si riuscì a disincagliarlo. Fu successivamente posto in disarmo.



 
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