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Pagina 1 di 2 Dopo l'esperienza del Sommergibile Glauco, il suo proggettista, Cesare Laurenti che nel mentre era uscito dai ranghi della Regia Marina per entrare in quelli civili, all'interno dei Cantieri Fiat San Giorgio di Muggiano, continuava l'affinamento della sua prima opera inserendo le sue esperienze e le sue idee all'interno di una nuova classe di sommergibili, la Classe Foca.
La filosofia di Laurenti si può riassumere nel convincimento che un battello deve preferire la velocità di navigazione e l'autonomia, oltre alle caratteristiche nautiche in generale. Questi elementi avevano la priorità assoluta su tutto il resto per cui nella distribuzione dei pesi e degli ingombri avevano la priorità assoluta, nel rimanente spazio sarebbe stato utilizzato per le restanti apparecchiature.
Il progetto iniziale in efeftti era molto ambizioso e consisteva in un battello con propulsione su tre assi con un sistema di accoppiamenti che poteva garantire in superficie la propulsione di ben tre eliche mentre in immersione sarebbe stato propulso da soli due assi. Purtroppo dopo la costruzione al primo trasferimento verso Venezia dove era stato assegnato, fu vittima di un grave incidente, ovvero l'esplosione delle batteria durante la delicata operazione di carica che provocò la morte di ben 14 marinai, l'incidente avvenne a Napoli il 26 aprile 1909. Il sommergibile gravemente danneggiato fu riportato a La Spezia dove fu oggetto di pesanti modifiche, prima di tutte quella della diminuzione del numero di assi al colladuato sistema a due. Purtroppo ne risentì la velocità massima che diminuì anche rispetto al Classe Glauco (12,8 nodi rispetto a 13,5). Un miglioramento importante invece fu quellodell'autonomia che in superficie miglioro di quasi il 50%. L'unità prodotta in unico esemplare per l'Italia dopo le grandi modifiche arrivò senza incidenti a Venezia dove fu utilizzato per l'addestramento degli equipaggi, allo scoppio della Grande Guerra fu dislocato nel basso Adriatico dove svolse missioni di pattugliamento e di agguato. Nel 1916 divenne un battello scuola e continuò la sua navigazione sino al settembre del 1918 quando fu radiato. L'unità suscitò certo interesse per le marine Svedesi e Danesi che ordinarono un'unità a testa, rispettivamente l'Hvalen e il Dykkerren.
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