giovedì 09 settembre 2010
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Sommergibili della Regia Marina

Regio Sommergibile Nautilus (1913)
Scritto da Scorpio   
Indice articolo
Regio Sommergibile Nautilus (1913)
Pagina 2

Il R. Smg. Nereide appartenente alla Classe NautilusLaurenti aveva sicuramente quasi monopolizzato le prime classi di sommergibili italiane (Foca, Medusa), lo stesso primogentito  Delfino progettato da Pullino fu radicalmente modificato da Laurenti stesso, ma adesso altri progettisti si stavano affacciando sul mondo dei sommergibili:  Cavallini si trovava  ad impostare un sommergibile denominato Pullino e nel 1910 si faceva avanti anche il Maggiore del Genio Navale Curio Bernardis che si comnciò ad occupare della progettazione di un nuovo tipo di sommergibile, il classe Nautilus.

In questo momento storico ci troviamo di fronte a diversi progettisti, ma cosa sicuramente più importante ci troviamo difronte ad una eterogeneità di filosofie costruttive.

Bernardis aveva infatti progettato un sommergibile a sempice scafo, mentre Laurenti prediligeva la soluzione a doppio scafo parziale, infine Cavallini adottò la soluzione a doppio scafo totale. Insomma la Regia Marina non scelse una soluzione unitaria, piuttosto le appoggiò tutte. Di certo è sicuramente vero che ogni soluzione porta con se dei pregi e dei difetti e se consideriamo che l'arma sommergibilistica deve adattarsi a diversi scenari che possiamo riassumere in oceanico, costiero e mediterraneo possiamo renderci conto facilmente che l'adozione di diverse ipologie di scafi permetteva certamente di poter utilizzare un tipo specifico di scafo a quell'impiego operativo che si presentava più vantaggioso con quel tipo di progettazione e che quindi si sarebbe potuta adottare di volta in volta la soluzione più opportuna. Di certo il rovescio della medaglia consisteva nel fatto che la regia Marina all'interno dei suoi cantoeri non poteva contatre in una specializzazione elevata in quanto i "cervelli" e le maestranze specializzate in una tecnica costruttiva non potevano essere impiegate con lo stesso rendimento in un'altra.

Il Classe Nautilus fu costruito in sole due unità è da considerarsi un battello sperimentale, del resto la tecnica dello scafo non era stata sperimentata precedentemente con le unità di Laurenti; per questa ragione la Regia Marina preferì come Cantiere quelli del Regio Arsenale di Venezia.

Rispetto al quasi contemporaneo Medusa il Nautilus poteva contare su dimensioni leggermente inferiori, mentre per il resto si deve constatre che rispetto al Medua era superiore in qualcosa ed inferiore in altre: per esempio  l'autonomia a pari velocità  in immersione era di 64 miglie nautiche (rispetto alle 54 del Medusa) anche se la velocità di minor consumo è di soli 3 nodi (contro i 6 del Medusa). La velocità massima in emersione invece era leggermente superiore. La stessa autonomia era inferiore di 200 miglie nautiche ma ad una velocità superiore di 2 nodi.

Il capoclasse Medusa impostato nel 1911, fu varato dopo quasi due anni e fu consegnato il 1913. Sia in tempo di pace che in guerra fu impegato a Brindisi dove affettuò pattugliamenti in quella zona ma senza ottenere successi. Nel 1918 fu disarmato e fu trasferito a Gallipoli a disposizione della Scuola Idrofoni.

La Medaglia d'oro al Valor Militare  CC Carlo Del GrecoIl Nereide entrò in servizio alla fine del 1913 e come il suo gemello fu impiegatoa Brindisi. Partecipò all'azione sull'isola di Pelagosa con il compito di pattugliamento offensivo e difensivo, e mentre  era ormeggiato nelle vicinanze dell'isola fu intercettato dal sommergibile austriaco U5 e da questi silurato, nessun membro dell'equipaggio sopravvisse. L'equipaggio si accorse all'ultimo momento della vicinanza dell'unità nemica, sicuramente se in quel momento avesse detto all'equipaggio di abbandonare il battello, tutti si sarebbe salvati, in quanto facilmente sarebbe saltati sul molo, ma in quel momento il senso dell'onore e del dovere fecero passare in secondo piano la propria salvezza, e misero di primaria importanza l'opera di ingaggio. Pertanto ordinò di levare gli ormeggi e ordino l'immersione nonchè il lancio di un siluro. Fu l'ultima volta che si vide il suo equipaggio.  Per tale eroica manovra ricordiamo che il suo Comandante, il Capitano di Corvetta Carlo DEL GRECO, classe 1873, fu il primo Marinaio Italiano ad essere decorato con Medaglia d'Oro nella prima Guerra Mondiale. La motivazione dell'onorificenza fu la seguente: All'alba del 5 agosto 1915 in vicinanza della spiaggia di Pelagosa, di fronte all'improvviso apparire di un sommergibile austriaco a breve distanza che rappresentava sicura morte, tentava con eroica abnegazione di offendere col lancio di un siluro il nemico, ordinando l'immediata immersione del Sommergibile NEREIDE di cui aveva il comando e compiendo tutto quello che il dovere e le circostanze imponevano e consentivano. Nel 1972 il relitto fu recuperato  ed estratte le salme a cui fu concessa una degna sepoltura. Dopo il recupero i due tronconi del Nereide furono fatti inabbissare ed esplodere con i siluri di bordo. L'asta della Bandiera di poppa e la barra del timone sono attualmente esposte al Museo sito nel Santuario di Redipuglia.



 
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