sabato 04 febbraio 2012
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Sommergibili della Regia Marina

Esploratori Classe Navigatori
Scritto da Blumen   

Costruiti come naturale evoluzione degli esploratori della classe “Leone” le 12 unità della classe “Navigatori” furono impostate a partire dal 1926 su disegni elaborati dal generale del genio G.Rota e rappresentarono la risposta naturale, assieme ai quasi coetanei incrociatori leggeri classe “Condottieri” ,ai nuovi supercaccia della Marine Nationale “jaguar” e “guepard” , navi che bene rappresentavano la tendenza francese e italiana a disporre di navi veloci con un forte armamento antinave anche se a scapito della protezione.

Lungo in origine 107.28 m lo scafo dei “navigatori” era contraddistinto da un lungo castello di prua che raggiungeva circa il centro nave; la compartimentazione interna era garantita da 19 paratie trasversali di cui 13 si estendevano fino alla coperta e le restanti si limitavano al copertino , longitudinalmente la struttura era rinforzata dalla struttura centrale della chiglia affiancata ai lati da 2 strutture di irrigidimento interne a tutta lunghezza. Altre 2 paratie stagne longitudinali proteggevano i locali macchina.

La struttura di rivestimento esterna era in acciaio zincato ad alta resistenza su cui erano applicate due alette di rollio lunghe circa 24 m e per il governo dell’unità era previsto un timone semicompensato di circa 8 mq

Le sovrastrutture prevedevano un alta plancia a tre piani sovrastata da un albero tripode su cui era montato il proiettore e la postazione di vedetta . I fumaioli erano due , il primo immediatamente alle spalle della plancia e il secondo a tre quarti nave in corrispondenza delle installazioni per la direzione tiro .

 

 

L’ armamento principale era in tre torri binate da 120/50 mm , uno a poppa , uno a prua e un complesso centrale montato anteriormente al secondo fumaiolo , sull’asse longitudinale immediatamente davanti e dietro la tuga centrale erano montati due complessi trinati lanciasiluri da 533 mm , l’armamento secondario era completato da 2 complessi binati da 13, 2 mm e da due mitragliere da 40/39 mm . L’armamento antisommergibile era composto da 2 tramogge poppiere con una dotazione di 14 bombe di profondità ,erano inoltre attrezzati per la posa di mine .

L’armamento secondario subì molti e diversi cambiamenti tanto da differenziare ogni unità : tutti ebbero modificato l’armamento AA con l’imbarco di 2 impianti binati da 13,2 nel periodo 33-34 , dopo lo scoppio della guerra tutte le mitragliere furono sostituite da 7 impianti binati da 20 mm e alcuni sbarcarono il TLS per far posto a 2 impianti da 37/54 mm .


L’apparato motore era composto da 4 caldaie del tipo Odero o Yarrow a seconda del cantiere installate in compartimenti stagni che producevano vapore alla pressione di esercizio di 22 Kg/cmq utilizzato da 2 gruppi di turboriduttori ( Tosi , Parsons o Belluzzo ) agenti sui due assi delle eliche composti da una turbina ad alta e una bassa pressione accoppiate in grado di fornire una potenza di 55000 HP .

La disposizione prevedeva le caldaie appaiate in gruppi di 2 in locali immediatamente sottostanti ai fumaioli che servivano un turboriduttore che era posto in locali in prossimità delle caldaie stesse , questo permetteva di ottenere 2 gruppi motrici( caldaie + turboriduttori) indipendenti , soluzione apprezzabile in caso di avaria o di colpo ricevuto.

Le eliche erano tripala in bronzo fuso del diametro di 3,4 m (3.56 m su alcuni) .

 

 

Alle prove in mare l’apparato motore raggiunse e superò le specifiche di progetto , il miglior risultato fu raggiunto dal Pigafetta con 41,57 nodi con un dislocamento di 1862 t ed una potenza di 65530 HP , le prestazioni medie di tutte le unità risultarono di 39.58 nodi ad una potenza di 60600 HP ed un dislocamento di 1921 t .

Dati non confermati riportano come massima prestazione quella del DaMosto che avrebbe raggiunto per un breve periodo 45 nodi sviluppando una potenza di 71000 HP .

L’ autonomia risulto essere di 800 miglia alla velocità di 36 nodi e di 3800 miglia a 18 nodi .


Le prime prove oltre ai lusinghieri risultati dell’apparato motore misero in luce gravi e preoccupanti difetti di stabilità a cui si dovette subito porre rimedio, a causa della pesantezza delle sovrastrutture infatti rollavano oltre limiti accettabili e in particolari condizioni di mare si evidenziava anche una carenza di governo preoccupante , si fu costretti così a sottoporre tutte le unità a delle modifiche sostanziali che portarono all’abbassamento di un piano della plancia , la sostituzione dell’albero tripode di poppa con uno semplice , fu ridotta l’altezza dei fumaioli e si cercò di abbassare il baricentro con lo spostamento dei serbatoi combustibile e con l’alleggerimento delle sovrastrutture non necessarie .

Alla fine dei lavori la stabilità risultò molto migliorata e le 12 unità della classe poterono entrare in servizio .

L’ attività di pace fu particolarmente intensa per tutte le unità ,merita di essere citata la crociera in Atlantico in appoggio della trasvolata Italia-Brasile degli idrovolanti SM55 di Balbo .

Nel 1938 furono giustamente riclassificati cacciatorpediniere in quanto il ruolo di esploratore per cui erano stati progettati non trovava più posto nelle moderne marine a causa dell’evoluzione della ricognizione aerea e nel 1939 si decise di sottoporle a lavori di ammodernamento.

Le modifiche oltre a una revisione generale delle apparecchiature riguardò per 10 delle 12 unità ( esclusi Da Recco e Usodimare) principalmente lo scafo , allo scopo di risolvere definitivamente i problemi di stabilità quest’ultimo venne allargato di 1 metro e anche la prora fu modificata radicalmente accentuandone la curvatura .

Le navi così modificate risultarono finalmente esenti dai problemi patiti in gioventù e con un autonomia sensibilmente aumentata , ma per contro, a causa del maggior dislocamento la velocità massima scese a 27-28 nodi.

 

 

Allo scoppio della guerra parteciparono alle campagne di Grecia ed Albania e si pensò poi ad un loro utilizzo come conduttori di flottiglie di torpediniere classe “Spica” ma ben presto , con lo spostamento del fronte in Africa , si capì , a discapito delle teorie da scontro risolutivo stile “tsushima” tra navi capitali , che uno degli scopi principali ed essenziali da svolgere in una guerra per la Marina era ( ed è ) quello della difesa e attacco al traffico mercantile e dovendo trovare delle navi adatte alla scorta dei convogli da e per l’Africa la scelta cadde sulla classe “ Navigatori” ritenute adatte al compito per armamento ed autonomia .

La scelta dimostrò la validità di queste navi, furono infatti indiscusse protagoniste della guerra dei convogli nel mediterraneo ,alcuni di loro superarono le 100 missioni e le 60000 miglia navigate (su un tragitto di non più di 500 miglia) .

Molti furono i successi tangibili con sommergibili affondati ed aerei abbattuti e,altrettanto numerosi i fatti d’arme che li videro protagonisti ed in cui quasi l’intera classe si perse e dove i propri equipaggi seppero guadagnarsi ben 8 medaglie d’oro al valor militare di cui ben 7 alla memoria ,ma forse più di tutto valgono le cifre che dicono che tra il giugno 1940 ed il gennaio 1943 arrivarono in Libia 993 convogli con l’arrivo di più del 90 % di truppe trasportate , del 85% di materiali e dell’ 80% di carburante a dimostrazione che il compito di scorta dei convogli fu egregiamente svolto dalla Regia Marina , ed in questo i “Navigatori” ed i loro equipaggi risultarono insuperati

 


 


Caratteristiche:


La classe Navigatori era composta da 12 unità: Alvise Da Mosto, Antonio Da Noli , Nicoloso Da Recco , Giovanni Da Verrazzano , Lanzerotto Maloncello , Leone Pancaldo , Emanuele Pessagno , Antonio Pigafetta , Antoniotto Usodimare , Luca Tarigo , Ugolino Vivaldi , Nicolò Zeno .


Alla consegna:
Dislocamento: 
  • standard 1908 t 
  • pieno carico 2603 t
  • con carico mine 2649 t
Dimensioni: 
  • lunghezza f.t. 107,28 m
  • lunghezza p.p. 106,98 m
  • larghezza 10,20 m
  • pescaggio standard 3,51 m
  • pescaggio p.c. 4,35 m 

Apparato motore:
  • potenza: 55000 HP
  • velocità max : 36 nodi
  • carburante : 300 t normale
  • 460 t massimo
  • autonomia: 800 nm a 36 nodi
  • 3800 nm a 18 nodi 
Armamento: 
  • 6 x 120/50 (3 impianti binati)
  • 2 x 40/39 AA
  • 4 x 13,2 AA 
  • 6 tls 533 mm ( 2 impianti trinati)
  • 54 – 110 mine
  • 14 btg
Dopo grandi lavori 1940 (esclusi Da Recco e Usodimare):
Dislocamento: 
  • standard 2125 t 
  • pieno carico 2888 t
  • con carico mine 2975 t

Dimensioni: 
  • lunghezza f.t. 110,03 m ( 108,53 m - Vivaldi)
  • lunghezza p.p. 106,98 m 
  • larghezza 11,10 m
  • pescaggio standard 3,51 m
  • pescaggio p.c. 4,35 m

Apparato motore: 
  • potenza: 55000 HP
  • velocità max : 28 nodi
  • carburante : 480 t normale
  • 560 t massimo
autonomia: 
  • 1200 nm a 28 nodi
  • 5000 nm a 18 nodi 

Armamento: 
  • 6 x 120/50 (3 impianti binati)
  • 7 x 20/65 AA (DaRecco 20/70) nel 1941-42 
  • 4/6 tls 533 mm 
  • 54 – 110 mine
  • 40 btg
Durante la guerra alcuni sbarcarono l’impianto lanciasiluri poppiero
per 2 mitragliere singole da 37/54 .
DaRecco e Pancaldo ebbero in aggiunta altre 2 armi da 20mm
I TLS sostituiti con impianti binati nel 1933-34 su alcune unità furono rimessi trinati allo scoppio delle ostilità