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I sommergibili classe Toti furono i primi battelli progettati e costruiti in Italia dopo la seconda guerra mondiale. Vennero concepiti secondo i criteri d'impiego dei battelli diesel-elettrici degli anni 60, che prevedevano che il battello navigasse sempre in immersione, eccetto per l'uscita ed il rientro alle basi. Le principali caratteristiche del battello erano:
minimo indice di riflessione acustico, particolarmente per impulsi sonar a bassa frequenza, ottenuto con la forma a goccia dello scafo, l'assenza di doppi fondi laterali e di sovrastrutture, e la particolare distribuzione di masse e volumi a differente impedenza acustica; eccellente manovrabilità in immersione, a tutte le velocità, in modo da rendere possibile al battello di rimanere praticamente fermo per lunghi periodi senza perdite d'assetto e di variare rotta, quota e velocità in tempi brevissimi; elevata autonomia in immersione a velocità basse e medie, fino agli 8 nodi, garantendo buone possibilità di avvicinamento al bersaglio e disimpegno successivo all'attacco; basso coefficiente di indiscrezione (rapporto tra tempo di navigazione a quota snorkel per la ricarica delle batterie e tempo di navigazione in immersione su batterie tra due successive ricariche), ottenuto con la minimizzazione dei tempi di ricarica delle batterie. Inoltre lo snorkel aveva un diametro della testa della canna di aspirazione relativamente piccolo, garantendo un indice di riflessione radar della testa dello snorkel molto basso.
Queste caratteristiche rendevano il battello particolarmente adatto ad assolvere compiti di caccia antisommergibile. Le unità di questa classe vennero infatti classificate come SSK. 
Lo scafo era costituito da un solido di rotazione ad eccezione della parte prodiera che era a sezione ellittica consentendo la migliore sistemazione degli apparati idrofonici e dei tubi lanciasiluri. Il battello era a scafo semplice con le casse zavorra sistemate a prua e a poppa in sezioni non resistenti Lo scafo resistente era suddiviso in 4 locali, non stagni:
camera di lancio; locale servizi; camera di manovra; locale motori termici ed motore di propulsione elettrico.
Lo scafo resistente era costruito in acciaio ASERA52, ed era costituito da corsi di lamiere giunti mediante saldatura elettrica.
L'impianto di propulsione era composto da: due gruppi elettrogeni, ciascuno formato da un motore diesel FIAT MB 820 N/1, a 12 cilindri a V, sviluppante 570 cavalli a 1400 giri in superficie e 540 cavalli a quota snorkel, ed una dinamo Siemens, con asse calettato rigidamente sull'albero del motore diesel; un motore elettrico di propulsione Siemens a corrente continua, a doppio indotto ed eccitazione separata, erogante una potenza massima di 1050 cavalli.

Il motore elettrico era collegato all'asse dell'elica, per cui il battello, sia in superficie che in immersione, era mosso dal motore elettrico, che poteva essere alimentato dalla batteria di accumulatori o dai gruppi elettrogeni diesel, i quali potevano o caricare la batteria o alimentare il motore di propulsione. La batteria era composta da due sottobatterie da 112 elementi al piombo ciascuna e ciascun accumulatore aveva una capacità di 2600 Ah al regime di scarica di 1 ora o 5000 Ah al regime di scarica di 20 ore. L'impianto snorkel originariamente installato sui battelli era costruito dalla ditta Maschinenbau Gabler, ma in seguito venne sostituito da un impianto Calzoni. Era costituito da una canna di aspirazione telescopica, sollevabile oleodinamicamente, mentre lo scarico era fisso ed era sistemato all'estremità superiore poppiera della vela.L'impianto zavorra era costituito da 4 casse zavorra (le casse 1 e 2 erano all'estremità di prua e le casse 3 e 4 erano all'estremità di poppa del battello), una cassa disimpegno ed una cassa espulsione. L'esaurimento delle casse zavorra veniva effettuato con aria ad alta pressione, stivata in tre gruppi di bombole dalla capacità complessiva di 3,6 metri cubici. La ricarica delle bombole di aria AP avveniva mediante elettrocompressore.
Per il servizio assetto e compenso si usavano:
L'impianto oleodinamico era della ditta Calzoni ed azionava i timoni orizzontali e verticali, tutte le antenne, gli sfoghi d'aria delle cassa zavorra, le valvole a scafo, il verricello ed i portelli esterni dei tubi lanciasiluri. 
I timoni orizzontali e verticali di poppa erano a disposizione a croce, ed erano sistemati a prora dell'elica, mentre i timoni orizzontali prodieri erano sistemati all'estrema prua e nella parte inferiore dello scafo. I timoni prodieri erano fissi, ossia non potevano essere abbattuti per manovre ad alta velocità.
Gli impianti operativi erano:
un periscopio Zeiss; un impianto radar SMA 3RM20 con antenna sollevabile oleodinamicamente; un impianto per comunicazioni della ditta Elmer, anch'esso con antenna sollevabile oleodinamicamente; un impianto elettroacustico, costituito dall'impianto idrofonico ed ecogoniometrico IP60 della ditta USEA, al quale in seguito venne aggiunto l'impianto MPD (misuratore passivo di distanza) tipo MD64A, costituito da 3 coppie di sensori montati nella parte superiore dello scafo, a prua, in corrispondenza della vela e a poppa; una centrale di lancio della ditta SEPA per il lancio dei siluri A184.

I battelli di questa classe sono stati: Enrico Toti (II) – S506 Attilio Bagnolini (II) – S505 Enrico Dandolo (II) – S513 Lazzaro Mocenigo (III) – S514
L'attività operativi di questi battelli, inizialmente concepiti per operazioni antisom in prossimità delle basi di partenza, li vide impegnati anche in operazioni a medio raggio, anche se queste sottoponevano l'equipaggio (26 uomini su due turni di guardia) a notevoli disagi vista la scomodità delle sistemazioni di bordo.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Dislocamento: 534 tonnellate in emersione 592 tonnellate in immersione
Lunghezza f.t.: 46,22 m Diametro scafo a pressione: 4,75 m Immersione media: 4,32 m
Apparato motore: 2 gruppi elettrogeni con motori diesel FIAT e dinamo Siemens, dalla potenza complessiva di 1140 cavalli; 1 motore elettrico di propulsione Siemens da 1050 cavalli 1 batteria di accumulatori al piombo composta da 224 elementi
Velocità massima: 9,5 nodi in superficie 9,7 nodi a quota snorkel 16 nodi in immersione
Autonomia: 2440 miglia a 9,4 nodi in superficie 3530 miglia a 6,7 nodi in superficie 1837 miglia a 9,5 nodi a quota snorkel 2897 miglia a 7,3 nodi a quota snorkel
19 miglia a 16 nodi in immersione su batterie 200 miglia a 4 nodi in immersione su batterie
Armamento: 4 tubi lanciasiluri da 533 mm
Equipaggio: 4 ufficiali, 22 sottufficiali e marinai
Profondità di collaudo: 150 m
Coefficiente di sicurezza alla profondità di collaudo: 2,3 |