Arch WhitehouseAll'inizio della grande guerra lo spazio aereo inglese venne violato per la prima volta dagli Zeppelin tedeschi.
La mancanza di strumenti per il volo con scarsa visibilità trasformava però quelle missioni in avventurose peregrinazioni lontano dagli obiettivi. Questo brano tratto dal libro di Arch Whitehouse “Le battaglie degli Zeppelin” (ed. Longanesi & C., Milano), narra le vicende di due dei tredici dirigibili mandati il 19 ottobre 1917 a bombardare le regioni centrali dell'Inghilterra.
Uno Zeppelin cadde vicino a Bourbonneles-Bains. Era l'LZ.50, comandato dal Kapitànleutnant Roderich Schwonder. Questo dirigibile ebbe prima un'avaria a un motore sul mare del Nord, sulla rotta d'andata, e un altro si fermò mentre si trovava sull'Inghilterra, per cui la radio divenne inutilizzabile. Finita la prigionia in Francia, Schwonder disse che aveva creduto di bombardare Grimsby e Hull, ma a causa del cannoneggiamento incontrato pensò più tardi di aver sorvolato Londra.. La verità era che l'LZ.50 era stato scoperto sul Norfolk, dove aveva accostato per ritornare sul mare e aveva incrociato poco a nord di Harwich. Nessuno sa dove caddero le sue bombe, ma successivamente fu rintracciato alle 21,50, a sud-est, sopra la Francia. Schwonder era ancora incerto sulla sua posizione. A un certo momento attraversò le trincee sul fronte e vagò sul territorio che in quel momento era in mani tedesche, vicino a Valenciennes, ma non si diresse verso la Germania. Invece deve essere andato alla deriva di nuovo sul territorio francese sino a un punto vicino a Reims, da dove accostò verso ponente finché non raggiunse Provins alle 3,50 del mattino, e quindi incrociò sulla Lorena. Alle 6 Schwonder, scrutando attraverso uno squarcio delle nubi, pensò di essere sopra l'Olanda, ma vide I'LZ.44 cadere in fiamme. Immediatamente invertì la rotta e volò verso ponente per due ore in pieno giorno. Da questo momento in avanti i movimenti di Schwonder diventano incredibili, perché sembra che abbia volato in tutte le direzioni, finché non vide un carro ferroviario dall'aspetto strano e un bar con l'insegna “Café du Centre”, e capì di essere nei guai. Dopo un vano sforzo di volare verso est con i rimanenti tre motori, comprese che il suo compito era senza speranza. Vedendo sotto di sé un altro Zeppelin disteso fra gli alberi, Schwonder decise di distruggere la sua aeronave facendola cadere verticalmente al suolo da 1800 metri in modo da schiantare la prora. Schwonder forse provò, portò a tutta velocità I'LZ.50 contro il terreno, ma non verticalmente. La cabina di comando fu sradicata e molti uomini saltarono giù dalle navicelle. Schwonder fu sbalzato fuori e rinvenne in tempo per vedere I'LZ.50 che, in aria, andava alla deriva parecchie decine di metri sopra la sua testa. Il dirigibile fu visto per l'ultima volta diretto verso il mare, sopra Fréjus. Il Kapitànleutnant Waldemar Kólle condusse l'LZ.45 in un incredibile itinerario turistico. Secondo quanto si racconta, nel suo volo toccò ogni località dalla Danimarca alla Costa Azzurra, passando per Londra e Parigi, e il tutto in venti ore. A un certo punto si calcolò che rimaneva carburante per un'altra ora di volo soltanto. Kolle allora attraversò Sisteron alle 11 e diresse sul letto non profondo del fiume Bueche, con l'intenzione di compiere un atterraggio di fortuna. Tutto andò bene finché l'aeronave percorse il primo tratto di avvicinamento a terra, ma all'improvviso un vortice d'aria la spinse con forza contro una roccia che strappò la navicella di sinistra, a centro nave. L'LZ.45 risalì la valle trasportato dal vento e si incagliò su un isolotto in mezzo al fiume. Incendiato l'involucro, gli uomini si arresero ai soldati francesi che sorvegliavano alcuni prigionieri tedeschi impegnati in lavori agricoli. Mentre venivano messi in riga, videro I'LZ.50 passare sulle loro teste, diretto verso la sua tomba nel Mediterraneo.
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