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Le sfuriate del Maresciallo del Reich |
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Scritto da R. Manvell H. Fraenkel postato da Canarb
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Sulla Battaglia d'Inghilterra sono stati scritti decine e decine, forse centinaia di volumi. Roger Manvell e Heinrich Fraenkel, autori di “Göring” (ed. Longanesi & C., Milano), si sono occupati solo incidentalmente della battaglia in sé: la loro documentazione si è soffermata sulla parte che il paladino di Hitler ebbe nella preparazione e nella condotta dell'offensiva aerea che, malgrado le attese dei capi nazisti, non portò affatto al crollo della grande nemica del Terzo Reich.
L'11 luglio 1940, il Maresciallo del Reich ordinò che al momento opportuno tanto l'industria aeronautica quanto la RAF venissero distrutte “il più in fretta possibile all'inizio dell'attacco”. La difesa dell'Inghilterra meridionale, calcolava Göring, non sarebbe durata più di quattro giorni e quella della RAF quattro settimane. Göring sentiva che la Luftwaffe poteva sottoscrivere l'invasione entro un mese, e il 21 luglio egli mandò un messaggio al Führer, a Berchtesgaden, nel quale esprimeva il desiderio che gli: “venisse data la libertà di lanciare attacchi contro i caccia inglesi, le unità dell'aviazione e i loro impianti, i porti, le industrie, i centri petroliferi e la zona della Manica”. Göring pensava perfino che il suo successo potesse rendere superflua l'invasione, e in settembre sembra che abbia detto che l'operazione See Lowe non si sarebbe mai effettuata. Ciononostante, in agosto si elaborarono piani per l'atterraggio di truppe paracadutate e si effettuarono incursioni sui porti e sugli altri bersagli. Il 2 agosto, su direttiva di Hitler, Göring emanò i suoi ordini per la distruzione della RAF. Il 10 agosto, tuttavia, non era ancora successo niente, perché mentre la Luftwaffe si preparava per la sua prima importante incursione, il bel tempo finì. Raeder non poteva lasciarsi sfuggire una simile occasione per dare addosso al suo rivale Göring. Lo stato maggiore della marina elaborò un rapporto nel quale era detto che, per motivi sconosciuti, “la Luftwaffe si era lasciata sfuggire le occasioni offerte dal recente periodo di bel tempo”. Nel frattempo, nel suo quartier generale vicino a Parigi, Göring si infuriava alla notizia che le condizioni meteorologiche rischiavano di rovinare la sua operazione più importante. L'11 agosto cominciarono, infine, violente incursioni sui porti, e il 13 e 14 gli attacchi agli aeroporti. II 15 agosto, 800 bombardieri e 1 149 caccia decollarono. La Battaglia d'Inghilterra era cominciata, ma in condizioni atmosferiche tanto disastrose che Göring si approssimò alla disperazione. II 18 agosto, Göring convocò i suoi comandanti e ordinò loro con profondo sarcasmo di attaccare le industrie aeronautiche e non le imbarcazioni da diporto a Dover, poi li rimandò alle loro basi. Convocò Galland, e lo insignì di un'alta decorazione, promuovendolo anche a comandante i gruppo. Più tardi, un giorno che Göring capitò al fronte a strapazzare i suoi piloti, Galland gli fece notare che, per esaudire le sue richieste, ci sarebbe voluta “una squadra di Spitfire”. Fu per vendicarsi di una piccola incursione su Berlino che Hitler acconsentì a scatenare la guerra aerea su Londra. L'operazione, tanto costosa per la Luftwaffe, ebbe inizio il 7 settembre. Göring, che preferiva seguire le operazioni dal quartier generale di Parigi, quel giorno andò di persona sulla costa per dirigere il flusso degli aerei verso Londra. Si scelse come base la collina vicino a Cap Gris-Nez, dove aveva sede il comando della Luftflotte 2 e parlò ai tedeschi della distruzione di Londra e delle incursioni della Luftwaffe, intese a colpire proprio al cuore il nemico. Si era portato con sé la sua infermiera personale Christa Gormanns che, ogni tanto, era anche addetta a ricevere messaggi e a fare telefonate per conto del suo capo. Questi, nei suoi tentativi di ridurre le disastrose perdite inflitte alla Luftwaffe, cominciò ad annaspare. Cambiava tattica all'improvviso, e ogni tanto si lasciava andare a dichiarazioni non del tutto chiare, come queste del 16 settembre: “Resta vicino al nemico: in quattro o cinque giorni i suoi caccia saranno distrutti! Poi si devono eliminare i centri della produzione aeronautica... See Lowe non deve intralciare le operazioni della Luftwaffe”. |
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