sabato 04 febbraio 2012
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Le quattro giornate di Napoli
Scritto da Aaken   
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Le quattro giornate di Napoli
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Seppure talvolta con lunghi periodi di interruzione, la stampa clandestina era stata diffusa nelle officine e nei quartieri operai dal 1927 in poi. 65 i napoletani condannati dal Tribunale speciale e centinaia i confinati (6). Un periodico clandestino dal titolo: Il Proletario organo dei lavoratori comunisti veniva diffuso sin dal gennaio 1943, il n° 10 del 24 giugno aveva dato notizia di agitazioni operaie alla Navalmeccanica.

Il 25 luglio, come negli altri centri italiani, aveva impresso una forte spinta alla ripresa dell'attività aperta dei partiti antifascisti, confinati e carcerati tornati in libertà si misero subito in movimento. Anche a Napoli era stato costituito il Comitato unitario del Fronte di Liberazione nazionale.

All'8 settembre, molti ex prigionieri alleati e militari italiani, per sfuggire alla cattura dei tedeschi, si erano nascosti nei diversi quartieri della città e della periferia. Soltanto nei pressi della casa di Emilia Scivoloni in via Nuova Camaldoli ve n'erano nascosti nelle grotte più di un centinaio (7). Altri si trovavano a Ponticelli, a S. Martino, a Mergellina. Il 21 settembre i tedeschi affissero un'ordinanza con la quale promettevano mille lire ed una quantità di prodotti alimentari a chi avesse consegnato alle autorità un prigioniero alleato. Il pane mancava, la fame era molta, ma non risulta che un solo prigioniero sia stato denunciato o consegnato nelle mani del nemico ( 8 ).

Una parte degli ex prigionieri e dei militari italiani datisi alla macchia erano armati e nelle giornate che precedettero l'insurrezione vennero organizzati dagli antifascisti e dai patrioti dei depositi di armi. Sin dal 15 settembre a Poggioreale una certa quantità di armi e munizioni venne sottratta dalla fabbrica Mira Lanza ove era accasermato un reparto d'aviazione italiano, e nascosta nello scantinato di un palazzo al Vasto. Altre armi vennero prelevate con complicità e stratagemmi diversi dai depositi delle Fontanelle e delle zone del Vomero.

Infine non si può dimenticare che gli Alleati erano a poco più di 40 chilometri dalla città e mentre la Va Armata avanzava, sia pure lentamente, da Salerno, l'VIIIa Armata inglese proveniente dalle Calabrie, puntava anch'essa su Napoli. Non pochi, in tale situazione, erano gli ascoltatori di Radio Bari e della radio inglese che incitavano i cittadini ad insorgere con le armi contro i tedeschi.

La città sconvolta era alla fame, il gas non c'era più, l'acqua mancava, per dissetarsi i cittadini dovevano ricorrere a pozzi sporchi e infetti od arrivare sino alla periferia; sotto le macerie e per le strade giacevano i cadaveri insepolti. Le malattie aumentavano, l'epidemia minacciava.
"Mosche e zanzare a nuvole paurose costituivano il tramite di immancabili infezioni mentre per le strade grosse e piccole il nauseabondo lezzo ossessionava in tutte le ore i passanti" (9).

Il 24 settembre il Comando tedesco ordinava lo sgombero di tutte le zone della città e della provincia nell'ambito di 300 metri lungo la fascia costiera del litorale. Dicevano di voler organizzare una "zona militare di sicurezza", assai più probabilmente i tedeschi volevano avere dello spazio libero per predisporre le opere di mina e devastazione prima di abbandonare la città; comunque era evidente che gli Alleati stavano avanzando. L'ordine di sgombero colpiva oltre 100 mila persone che in poche ore dovettero sloggiare, abbandonando quasi tutto, trasportando poche masserizie nei ricoveri, nelle grotte, nei sottoscala.

La goccia che fece traboccare il vaso fu l'ordine "per il servizio obbligatorio al lavoro nazionale" emanato dal prefetto Soprano in esecuzione della decisione di Kesserling di deportare i lavoratori in Germania. I primi contingenti di giovani avrebbero dovuto presentarsi il 25, ma i posti di raccolta restarono deserti. Il Comando tedesco inferocito fece affiggere sui muri della città e pubblicare sul giornale un avviso col quale apertamente si minacciava l'immediata fucilazione di coloro che non si fossero immediatamente presentati.



 
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