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Pagina 8 di 10 I combattenti nelle quattro giornate di Napoli, secondo la Commissione ministeriale per il riconoscimento partigiano furono 1589, 155 i morti e alcune centinaia i feriti, mutilati ed invalidi; ma in base alla relazione del sacerdote patriota Antonio Bellucci, "gli uccisi dai tedeschi - come risulta dal registro del cimitero di Poggioreale - fra militari, civili, uomini e donne di ogni età furono 562" (12).
Si distinsero durante le quattro giornate, assieme agli altri combattenti, gli "scugnizzi", ragazzi che non si riparavano dai colpi e andavano all'attacco spavaldamente come cavalieri antichi. Rifulse il loro eroismo in azioni temerarie, autentiche pazzie, compiute senza misurare il rischio pur di battere il nemico. Smentirono con la loro audacia e lo spirito di sacrificio le vecchie calunnie che indicavano Napoli come un centro di corruzione; perché un paese sia sano non è sufficiente possegga degli uomini onesti, è necessario che questi siano più audaci e più intraprendenti delle canaglie. Gli "scugnizzi" avevano dimostrato di esserlo. (13)
L'insurrezione di Napoli, anche se "spontanea," mancante di coordinamento e di una direzione che concentrando le forze sui punti decisivi e specialmente nella zona dov'erano situati i comandi tedeschi, avrebbe potuto rendere più rapido e meno sanguinoso il successo, segnava una grande vittoria dei patrioti di Napoli e della Resistenza italiana.
Il successo immediato dell'insurrezione consisteva nell'aver impedito che la città, secondo le disposizioni di Hitler, fosse ridotta "in cenere e fango", nell'aver ostacolato la manovra dei tedeschi che costretti a ripiegare sotto l'incalzare dei patrioti e delle unità alleate, non poterono riversare la loro furia devastatrice sulle altre zone poste lungo il cammino obbligato della loro ritirata.
Ancora più grande era il risultato politico e morale della vittoria, perché essa dimostrava che un popolo minacciato nella sua esistenza può insorgere con successo usando tutto ciò che esso ha, uomini e cose, tutte le armi di cui dispone lasciando agli strateghi la cura di teorizzare sulle sapienti manovre e sui mezzi indispensabili per affrontare un esercito moderno.
Dalla vittoria di Napoli, la Resistenza italiana traeva esempio e conferma della possibilità di condurre la guerra partigiana e di concluderla in concomitanza con le offensive decisive alleate, con l'insurrezione vittoriosa nelle grandi città.
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