sabato 04 febbraio 2012
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Le quattro giornate di Napoli
Scritto da Aaken   
Indice articolo
Le quattro giornate di Napoli
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Note

1 ) Esistono già alcuni saggi sulle quattro giornate di Napoli: Corrado Barbagallo, Napoli contro il terrore nazista, Casa ed. Maone, Napoli; G. G. Schettini, Le barricate di Napoli, Tipografia Artigianelli, Napoli, 1943; Antonino Tarsia In Curia, La verità sulle quattro giornate di Napoli, 1950; Aldo De Jaco, La città insorge, Editori Riuniti, Roma, 1946; oltre a parecchie relazioni di comandanti, combattenti e testimoni delle quattro giornate, depositate nell'Archivio dell'Associazione Nazionale Combattenti di Napoli.

2 ) Dalla testimonianza del maggiore Gasparri che aveva accompagnato negli uffici del gen. Del Tetto il suo superiore. col. Barberini, comandante del Reggimento. Vedi C. Barbagallo, op. Cit.

3 ) "Gli abitanti, sotto il terrore delle mitragliatrici puntate verso di loro, raccolte le poche robe, che potevano salvare dalle fiamme, venivano costretti a sfilare davanti alle case incendiate. e spogliati d'ogni oggetto d'oro, nonché del portafogli. Scariche di mitraglia e l'ansimare rumoroso di carri armati, che di proposito passavano per la strada, accrescevano il terrore," dal racconto del testimone oculare Luigi De Rosa.

4 ) Aldo De Jaco, op. cit., p. 81; vedi anche la relazione del custode dell'Università di Napoli incendiata dai tedeschi, Napoli, editore Macchiaroli, 1944.

5 ) Vedi il quotidiano "Roma", lunedì 13 settembre 1943.

6 ) Tra gli altri erano stati condannati dal Tribunale speciale: Emilio Sereni, Manlio Rossi Doria, Vincenzo Catalano, Eugenio Reale, Salvatore Cacciapuoti, Gennaro Rippa, Carlo Rossi, Valentino Ventura.

7 ) Degna di menzione la generosità della massaia Emilia Scivoloni che per parecchi giorni alimentò con le sole sue forze ben cento militari italiani ed ex prigionieri alleati, rifugiati nelle grotte nei pressi di casa sua.

8 ) "Appello del Comando germanico - Nella città di Napoli e nei dintorni di Napoli si trovano tanto una certa quantità di prigionieri di guerra indiani, francesi, russi, e anglo-americani in libertà, quanto dei soldati nemici e agenti giunti a mezzo di paracadute o per mare e infiltratisi nell'interno del paese. Chiunque porta aiuto e alloggio ai suddetti verrà punito con le misure più severe, conformi alle leggi di guerra. A chi arresta tali prigionieri scappati, paracadutati, ecc., o a chi fornisce comunicazioni utili che portino all'arresto di essi verrà versata una ricompensa di lire mille e viveri. Mettersi in diretto contatto, al bisogno, col Comando germanico che ha sede al corso Vittorio Emanuele, Albergo Parco". Napoli, 21 settembre 1943.

9 ) Da una lettera aperta di un gruppo di cittadini "al primo cittadino" S. E. Solimene.

10 ) Dal quotidiano "Roma" del 15 settembre 1943.

11 ) Il comandante del rione Vomero era il prof. Antonino Tarsia, coadiuvato dai tenn. Aiello Santi e Aiello Giovanni, il comandante della Sezione Montecalvario era il capitano Mario Orbitello, il comandante del rione Vasto Tito Murolo, il comandante del rione Materdei il ten. col. Ermete Bonomi, il comandante del settore Duomo il capito medico Francesco Cibarelli e Amedeo Manzo. Il gruppo che operò nel rione Chiaia era comandato dal capito medico Stefano Fadda, il gruppo carabinieri combattenti alla sezione Avvocata era comandato dal ten. Carmine Muselli, il gruppo combattenti nel settore Vincenzo Cuoco dal magg. Francesco Amicarelli, quello della zona Museo dal magg. Salvatore Amato, quello di via Caracciolo a Posillipo dal ten. Alberto Agresti; i combattenti della zona Corso Garibaldi erano comandati da Gennaro Zegna, quelli di via S. Attanasio da Raffaele Viglione.

12 ) Dalla relazione del prof. A. Piergrossi pubblicata sul giornale, "La Barricata", n° 8, ottobre 1943. Il l° numero di detto giornale diretto dal prof. Alfredo Parente era uscito il 30 settembre quando ancora si combatteva.

13 ) Antonino Tarsia In Curia, op. cit.. Tra i caduti vi sono i giovanissimi Giuseppe Capuozzo, Filippo Illuminato, Pasquale Formisano decorati con medaglia d'oro alla memoria, Giuseppe Maenza e Giacomo Lettieri decorati con medaglia d'argento.
Un elenco parziale dei nomi dei caduti, feriti e combattenti è pubblicato nel saggio di G. G. Schettini. op. cit.. Venticinque relazioni di comandanti, combattenti e testimoni delle quattro giornate si trovano nell'Archivio dell'Associazione Nazionale Combattenti di Napoli e altre nella raccolta del prof. Corrado Barbagallo.


di Pietro Secchia



 
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