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Scapa Flow è un bacino naturale situato in Scozia settentrionale, ubicato precisamente nel perimetro delimitato dalle isole Orcadi. La sua conformazione permise già in epoca vichinga la sua utilizzazione come porto naturale, in epoca più moderna fu utilizzato dalla Royal Navy, che lo usò quella base fino al 1956. Dotata di un paesaggio suggestivo è stata protagonista di avvenimenti storici, molti dei quali hanno lasciato la loro traccia che tuttora si può trovare nei suoi bassi fondali, racchiusa in un tratto di mare delle dimensioni di circa 12km di lunghezza e 27km di larghezza; storie di vittorie e di sconfitte, di gloria e di morte.
Regoliamo l'orologio indietro nel tempo, il 1918 stava per volgere al termine insieme alle mire espansionistiche del Kaiser e del suo impero. La guerra lampo che era stata iniziata il 1914 ai danni della Serbia, si era ben presto tramutata in una guerra mondiale di posizione e di trincea. Le truppe germaniche dispiegate in un fronte molto vasto erano allo stremo e non in grado di contrastare la pressione alleata. Per tali ragioni ad ottobre fu avanzata la richiesta di cessare il fuoco e di ritirare le proprie truppe dal fronte. Gli alleati continuarono comunque le loro azioni offensive, nel timore che l'esercito imperiale potesse riorganizzarsi. Il che non era un'ipotesi puramente teorica, se si pensi che da parte tedesca lo stesso ammiraglio Tirpitz era consapevole che se vi fosse stato un armistizio immediato vi sarebbero state condizioni molto dure da sostenere. Del resto che i combattimenti continuassero è evidente in tal senso si pensi che la corazzata austriaca Viribus Unitis fu affondata dai Mas di Luigi Rizzo nel porto di Pola proprio il 31 ottobre di quell'anno. Con queste continue offensive l'esercito era allo sbando, ma la stessa Marina Imperiale non si trovava in condizioni migliori. Dalle basi di Kiel, Lubecca, Travemunde, Amburgo, Wilhelmshaven e Cuxhaven la rivoluzione scoppiò senza che lo stato Maggiore tedesco potesse intervenire per sedarle.
Il 9 novembre, finalmente fu firmato l'armistizio e cessarono le ostilità, ma il mare reclamò comunque il suo tributo di sangue, da parte alleata fu silurata la corazzata inglese Brittannia da parte dell'U-50 e causò la perdita di 40 marinai, da parte tedesca fu affondato il sommergibile U-34 che aveva fino a quel momento mietuto 121 vittime tra i mercantili che incrociavano nei prssi di Gibilterra. Chiusa la guerra sul campo di battaglia, si aprì quella diplomatica tra le nazioni vincitrici che avazarono tutte le loro richieste e la sconfitta germania che si vide, da baldante forza militare, a gigante inerme e pronto ad essere sezionato. Qui entra nella nostra storia la baia di Scapa Flow, a guerra finita infatti, la potente Flotta di alto mare tedesca era stata confinata, contrariamente agli accordi firmati che stabilivano un porto neutrale, in questo porto ed attendeva inerme il suo destino, che si sarebbe dovuto compiere con la sua spartizione tra i vincitori nel trattato di pace di Parigi del 22 giugno del 1919. L'imponente flotta composta da ben 74 unità fu pertanto trasferita nella base inglese e per la precisione nell'ancoraggio di Gutter Sound, proprio nel novembre del 1918, trasformandosi da potenza bellica ad attrazione turistica per le scolaresche della scozia. In questo ambiente, i mesi trascorsero nell'attesa fino a quando contrammiraglio Von Reuter, apprese che, il 22 giugno del 1922 i plenipotenziari della Germania avrebbero dovuto cedere la flotta ai vincitori. Non sopportandone l'idea organizzò in accordo con gli ufficiali di tutte le unità di utilizzare misure estreme per evitare tale onta. Così il 21 giugno del 1919, ovvero il giorno prima della firma finale innalzò sull'alberatura della sua ammiraglia la bandiera, era il segnale, anzi l'ordine quello di affondare le navi.
Quel giorno ben 74 navi colarono a picco e tra queste ben 12 corazzate, 4 incrociatori da battaglia e 8 incrociatori leggeri. Per la precisione si trattava: Delle corazzate: Friederich der Grosse, Konig Albert, Kronprinz Wilhelm, Kaiser, Grosser Kurfurst, Prinzregent Luitpold, Konig, Kaiserin, Bayern, Markgraf, Baden. degli incrociatori: Molke, Seydlitz, Von der Tann, Derfflinger, Hindenburg degli incrociatori leggeri: Brummer, Dresden, Coln, Bresme, Karlsruhe, Emden, Frankfurt, Nurnberg. dei cacciatorpediniere: (Prima Flottiglia) G38, G39, G40, G86, S32, V129; (seconda Flottiglia) G101, G102, G103, G104, B109, B110, B111, B112, V100; (Terza Flottiglia) S53, S54, S55, G91, V70, V73, V81, V82; (Sesta Flottiglia) S49, S50, S131, S132, V 43, V44, V45, V46, V125, V126, V127, V128; (Settima Flottiglia) S56, S65, S135, S136, S138, G89, G92, H145, V78, V83; (Nona Flottiglia) S36, S51, S52, S60, V80. L'onore della prima unità spettò alla corazzata Friedich der Grosse che si inabissò alle ore 12 e l'ultima a colare a picco fu, intorno alle ore 17 la Hindenburg. I britannici tentarono di impedire l'azione e di salvare le “prede belliche” anche sparando sugli equipaggi, nove marinai perirono (le ultime vittime della prima guerra mondiale) senza che riuscissero nell'intento di impedire l'azione. Gli inglesi riuscirono solamente a "salvare" dall'affondamento quattro unità che furono rimorchiate fino a delle secche. Una piccola curiosità: alla scena furono presenti degli scolari che a bordo del rimorchiatore Flying Kestrel, erano andati a visitare la flotta proprio quel giorno, ma ben presto l'eccitazione si trasformò in paura, uqando le prue iniziarono ad inabbissarsi. L'ammiraglio Scheer affermò che in quel modo la Marina Tedesca si lavò l'onta della resa. La flotta rimase così pressochhè intatta in fondo alla baia, fino a quando fu tentata dall'ingegner Ernest Cox con la sua compagnia Cox & Danks, tra il 1924 al 1931 riuscì a compiere un lavoro veramente eccezionale per l'epoca, riuscendo a recuperare circa una quarantina di navi.
Per le navi più piccole, utilizzò dei bacini galleggianti per fare risollevare gli scafi più leggeri. Invece per quelli più grandi invece turò tutte le falle, dopodiché con delle pompe idrovore fece defluire l'acqua, ottenendo la riemersione degli scafi. Successivamente altre navi o parte di esse sono state recuparate, attualmente giacciono sul fondale 8 di queste navi. Corazzate Classe Kaiser 
Dislocamento: 24.330 tonnellate e 27.400 tonnellate a pieno carico Dimensioni: lunghezza 172,4 m, larghezza 29 m , altezza 9,1 m Apparato Motore: 3 assi a turbine Parsons e 16 Caldaie Shultz-Thornycroft (la F. De Grosse) per un totale di 31000cv ed una velocità di 21 nodi. Calibro massimo: 10 cannoni da 305mm Equipaggio: 1084 tra ufficiali e marinai Corazzate Classe Konig
Dislocamento: 25.390 tonnellate e 29.200 tonnellate a pieno carico Dimensioni: lunghezza 175,4 m, larghezza 29,5 m , altezza 9,3 m Apparato Motore: 3 assi a turbine Parsons e 15 Caldaie Shultz- per un totale di 31000cv ed una velocità di 21 nodi. Calibro massimo: 10 cannoni da 305mm Equipaggio: 1136 tra ufficiali e marinai Incrociatore leggero classe Dresden 
Dislocamento: 3664 tonnellate e 4268 tonnellate a pieno carico Dimensioni: lunghezza 117,9 m, larghezza 13,5 m , altezza 5,5 m Apparato Motore: 2 assi, 4 turbine Parsons e 12 Caldaie per un totale di 15000cv ed una velocità di 24 nodi. (Dresden) Calibro massimo: 10 cannoni da 105mm Equipaggio: 361 tra ufficiali e marinai Incrociatori Leggeri Classe Karlsruhe  Dislocamento: 4900 tonnellate e 6191 tonnellate a pieno carico Dimensioni: lunghezza 142,2 m, larghezza 13,7 m , altezza 5,5 m Apparato Motore: 2 assi e 14 Caldaie per un totale di 26000cv ed una velocità di 27 nodi. (Dresden) Calibro massimo: 12 cannoni da 105mm Equipaggio: 373 tra ufficiali e marinai Incrociatori Posamine Classe Brummer 
Dislocamento: 4385 tonnellate e 5856 tonnellate a pieno carico Dimensioni: lunghezza 140,4 m, larghezza 13,2 m , altezza 6 m Apparato Motore: 2 assi e 6 Caldaie per un totale di 33000cv ed una velocità di 28 nodi. (Dresden) Calibro massimo: 4 cannoni da 150mm e 400 mine da 500mm Equipaggio: 309 tra ufficiali e marinai Attualmente questi relitti sono stati dichiarati monumenti nazionali e rappresentano attrazione turistica oltre che storica. In realtà tra i relitti tedeschi ve ne è anche uno di un vascello britannico, ma questa è un'altra storia. |