giovedì 09 settembre 2010
Home arrow Tecnica Navale arrow Grazie all'anima sfilabile si arrivò a 320mm
Menu principale
Home
Storia
Storia Navale
Tecnica Navale
Tecnica Navale
Unità Moderne MMI
Aeronautica
Forum
Game
Mod Alfa Tau III
Mod Mare Nostrum
Gammasom
Sommergibili della Regia Marina

Grazie all'anima sfilabile si arrivò a 320mm
Scritto da Scorpio   

Spaccato della Corazzatura delle torri da 320mmIl trattato di Washington, come già accennato nell'articolo sulle artiglierie da 381mm, si occupò di limitare gli armamenti navali di tutte le nazioni. Oltre al Calibro massimo imposto in 406mm si decise di non superare il dislocamneto per singola unità fissato in 35000 tonnellate e di bloccare la costruzione di nuove navi di battaglia per 10 anni, con alcune eccezioni per Francia e Italia.

Apparve quindi evidente che per poter disporre di unità tecnologicamente moderne, non potedonsi costruire nuove unità ed essendo le vecchie obsolete per gli impieghi che nel primo dopoguerra si cominciarono a delinieare, la necessità di rimodernare le corazzate già in linea.


 

Non è un caso del resto se alla seconda guerra mondiale il maggior numero di corazzate aveva già partecipato alla Grande Guerra.

In Italia si presentò immediatamente il problema di indicare quali di queste navi potessero essere quelle ideali sia economicamente che tecnicamente ad essere rimodernate per le nuove necessità.

La scelta cadde sulle corazzate classi Cesare e Duilio, mentre la Dante Alighieri fu radiata.

Queste navi avevano nel loro progetto originario la seguente configurazione per l'artiglieria principale:

13 cannoni da 305/46 mm costruiti su un progetto del 1909 della Armstrong.


Erano disposte sull'asse di simmetria in 5 torri corazzate, 3 torri trinate e 2 binate.

La configurazione era due torri (una binata ed una trinata) sia aprua che a poppa ed una torre trinata a mezza nave in grado quest'ultima di sparare solo al traverso, come è possibile vedere dallo schema della Corazzata Cesare prima del suo riammodernamento.

Profilo della Corazzata Cesare nella sua configurazione originale

Le caratteristiche erano le seguenti:

  • Peso del proiettile perforante 452kg
  • Peso della Granata dirompente 404kg
  • Velocità del proiettile alla bocca 860 m/sec
  • gittata massima 18 km
  • Sia che gli impianti fossero trinati o binati, erano datati di culle indipendenti ed un elevazione compresa tra +20° e -5°
  • Il peso della massa oscillante era di oltre 64 tonnellate
  • Torre binata peso complessivo di 500t
  • Torre trinata peso complessivo di 670t
  • Brandeggio delle torri di prua e di poppa +/- 150°
  • Torre centrale 360°


Tale armamento, sicuramente al passo dei tempi per la prima guerra mondiale, risultava oramai obsoleto per le nuove necessità belliche che si andavano profilando.

Pertanto oltre ad un rammodernamento che riguardò l'intera struttura della nave si prese in considerazione la modifica dei cannoni.

Dati i fattori economici e quelli di tempo, si decise di intervenire su una ricalibrazione dei pezzi senza modifiche strutturali pesanti, anche se secondo alcuni studi effettuati da autorevoli autori sembrerebbe che la spesa occorsa per il riammodernamento fosse stata superiore a quella di una costruzione di una corazzata del tutto nuova.

La soluzione la diede la progettazione stessa dei cannoni da 305mm, questi infatti avevano delle canne di tipo “a nastro”, ovvero il tubo d'anima sfilabile era avvolto da numerose spire di acciaio a bobina che lo tenevano costretto e rendevano la struttura elastica e resistente per le sollecitazioni, soprattutto dovute alla compressione dei gas.

La modifica fu eseguita in questo modo:

Si sfilò il tubo d'anima, furono tolte alcune spire di cavo di acciaio, quanto bastavano per posizionare un nuovo tubo d'anima questa volta ricalibrato a 320mm.

In tal modo si ottenne un incremento di potenza ed una maggiore gittata anche se a discapito della resistenza longitudinale oltre a crerae una maggiore dispersione con conseguente minore precisione dell'arma, acui vanno aggiunte le problematiche relative al munizionamento di cui abbiamo già trattato nella puntata relativa ai 381mm.

Ad ogni modo la Regia Marina giudicò positivamente la ricalibrazione dei pezzi:

Diversamente dai 381, dei 320mm ci troviamo di fronte a due tipo leggermente diversi di artiglierie:

I 320/44mm del 1934 e i modelli del 1936 (imbarcati sulla classe Duilio) della Ansaldo OTO.

Spaccato della Torre da 320mm

La differenza era in relazione all'elevazione massima fissata in 27° per la classe Cesare e 30° per la Duilio, il che ovviamente influiva sulla gitatta massima che era nell'ordine di 28600 metri per le cesare e 29400 metri per le Duilio. Al contrario invece la dotazione di munizioni (tra AP ed HE) era di circa 800 colpi per la Cavour e “solo” 650 per la Duilio.

  • Proiettile perforante 525 kg
  • Proiettile con Granata dirompente 480 kg
  • velocità alla bocca 830 m/sec
  • Peso della massa oscillante 64 tonnellate
  • Peso della torre trinata 745 tonnellate
  • Peso della torre binata 548 tonnelllate.


Il caricamente avveniva ad elevazione fissa a 12° ed il ritmo di fuoco era di circa un colpo ogni 30 secondi.

Torri di prua della Corazzata Duilio


Importante sottolineare che a causa del potenziamento dell'apparato motore, fu abolita la torre trinata a mezza nave, per cui i cannoni rimasti furono in parte destinati come riserva altri rimastio invece nel loro calibro originale di 305mm furono impiegati come batterie costiere.


Il caricamento dei pezzi avveniva mediante degli elevatori che pescavano le cariche ed i proiettili che erano stivati per ragioni di sicurezza su due piani diversi. Nella configurazione di un proiettile e tre cartocceri.


 
< Prec.   Pros. >