sabato 04 febbraio 2012
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Radiofari e Radiogoniometria
Scritto da Scorpio   
Indice articolo
Radiofari e Radiogoniometria
Pagina 2

Tutti i sistemi di guida radioelettrica ammet¬tono un'ipotesi che non sempre si verifica in realtà, e cioè la propagazione rettilinea delle onde elettromagnetiche. Ammessa questa ipo¬tesi il procedimento per la determinazione del punto è di facile comprensione. La nave immersa nella nebbia che desidera conoscere il punto in cui si trova emette radiosegnali con¬venuti che vengono ricevuti da due o più sta¬zioni delle coste. Ciascuna di queste, mediante il radiogoniometro individua la direzione di provenienza del segnale. Tracciando su una carta marina le diverse direzioni misurate dalle stazioni, si ha nell'intersezione il punto dove si trovava la nave quando emise il segnale. Non resta che comunicare alla nave il risultato del rilievo. Viceversa, se la nave è munita di ra¬diogoniometro, come si è detto, ricevendo i se¬gnali dei radio fari può eseguire da sola il rilevamento.  
Sennonché tali procedimenti, che funzionano benissimo al largo malgrado la capricciosa pro¬pagazione delle radioonde, si mostrano talvolta insufficienti per la sicurezza della rotta in casi difficili, per esempio quando si debba imboccare e percorrere nella nebbia uno stretto canale, o entrare in un porto.

La soluzione migliore è quella ottenuta proprio da Marconi con la collaborazione del suo .assistente, il belga ing. G. A. Mathieu.

Si tratta di indicare alla nave che cieca nella nebbia desidera entrare. in porto, un allineamento sicuro libero.da qualsiasi pericolo, E' poi necessano che il pilota abbia la possibilità di controllare se si mantiene sull'allineamento ad ogni istante. oppure di quanto se ne scosta, sia a destra che a sinistra. Occorre infine che si possa sempre conoscere, con sufficiente celerità, la distanza che separa la nave dal radio faro.

Marconi decise in primo luogo di eliminare le onde lungbe e le incertezze della propagazione ricorrendo alle microonde di 60 centimetri di lunghezza d’onda che già avevano dato ottimi risultati negli esperimenti radiotelegrafici e radiotelefonici. Queste onde sono insensibili alle perturbazioni atmosferiche e si comportano in modo uguale, sia di giorno che di notte, anche entro la portata di un radiofaro
 che può estendersi sino a 40 km. 

Un riflettore cilindrico-parabolico concentra e dirige l'energia irradiata; con tale sistema i segnali stessi dal radio faro sono percepibili entro un settore molto ampio di 200 gradi. Di conseguenza il pilota avverte il richiamo molto tempo prima di iniziare la manovra necessaria a disporsi sull'allineamento stabilito. Accade che al centro del settore vi è una zona molto stretta in cui i segnali scompaiono. E' questa striscia sottile di silenzio. che permette di entrare nell'allineamento.

Oppure, per rendere più chiara l'idea, immaginiamo che dal trasmettitore si trasmettano in due bande del settore, due lettere diverse secondo i segnali Morse; per esempio F ed L ( ..-.   .-..). Se le cose sono disposte in modo che nella zona centrale vi sia una sovrapposizione di emissioni, il pilota - che trovandosi a sinistra o a destra sente distintamente o La lettera F o la lettera L - navigando in tale zona centrale non sentirà che una serie di tratti continui derivanti dalla fusione dei due segnali. In tali condizioni dunque oppure, come si è detto prima, allorchè la ricezione diviene nulla o minima, si ha la certezza di seguire l'allineamento stabilito.

Mediante un segnale acustico caratteristico che può essere emesso da un altoparlante, situato in prossimità del faro, è possibile il calocolo della distanza che separa la nave dal radiofaro. Basta calcolare con un cronometro l'intervallo tra un segnale radiotelegrafico - che giunge istantaneamente - e uno acustico che giunge con la velocità del suono nell'aria. Moltiplicando tale velocità - 334 metri al secondo - per il numero dei secondi contati si ha la distanza cercata con un'approssimazione più che sufficiente.

Con l'avvento delle teconlogie satellitari GPS questa forma di navigazione risulta ormai meno usata, infatti adesso grazie al segnale dato dai alcuni satelliti geostazionari appartenenti alle forze armate statunitensi, si è in grado di rilevare l'esatta posizione della nave (o comunque di qualunque cosa) in qualunque parte della terra, se a questi dati aggiungiamo una ottima cartografia si può scoprire come sia ancor più facile navigare, ma questa è un'altra storia.

 



 
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